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L’assicurazione, come la conosciamo oggi, nasce sul mare, agli inizi del Trecento, per opera di mercanti italiani.

I rischi per le insidie del mare, dalle tempeste agli attacchi dei pirati, spinsero questi uomini a tentare di ottenere un risarcimento in caso di perdita del carico (quando non della vita).

Da questo al primo documento in cui si parla di assicurazione, il passo fu abbastanza breve, siamo nel 1317.

I trasporti marittimi sono stati dunque all’origine della storia dell’assicurazione.

Arrivando ai giorni nostri,  le tecniche costruttive e della navigazione, le possibilità offerte dagli strumenti di comunicazione sono enormemente progredite, ma è  i rischi sono rimasti quelli di sette secoli fa: il naufragio, l’avaria comune, l’incaglio, i trasbordi, la pirateria.

E’ per questo che gli affari sviluppano l’assicurazione, che poi li sostiene e li garantisce.
Oggi viaggiano merci estremamente deperibili, sensibili ai fattori atmosferici, ma anche macchinari di grandi dimensioni che il venditore stesso si preoccuperà d’installare e merci sfuse pericolose e inquinanti; l’elenco merceologico non ha limiti, e l’assicuratore deve modellare la polizza tenendo conto di molte varianti e delle loro possibili combinazioni.
Spesso la piccola e media impresa affida la copertura allo spedizioniere, sostenendo costi assai più elevati in cambio di garanzie standard, che non di rado rendono problematica la gestione del sinistro. Il ramo trasporti è tra i più specialistici, e un broker esperto può apportare all’azienda benefici rilevanti e inattesi.


 

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